Etiopia e Valle dell’Omo: l’Africa che non conosci

La Valle dell’Omo è una lente di ingrandimento sulle origini del mondo, nel cuore dell’Africa più autentica. Lasciati ispirare dalla nostra idea di viaggio in Etiopia.

Nella parte orientale del continente africano esiste uno Stato che spesso viene ignorato dal turismo, a vantaggio delle vicine destinazioni più note come Kenya e Tanzania. Uno Stato lontano dalle rotte più blasonate, che ha saputo quindi mantenere intatta la sua anima più autentica.

Stiamo parlando dell’Etiopia, conosciuta come la “culla dell’umanità” in seguito ai numerosi ritrovamenti archeologici risalenti all’epoca preistorica a testimonianza delle sue tradizioni ancestrali, che si perdono nei secoli. Un perfetto mix di culture ricche di fascino, religioni misteriose e paesaggi inesplorati che lasciano il visitatore sbalordito.

L’Etiopia non la puoi spiegare a parole, bisogna visitarla. Partendo dalle sue origini: la Valle dell’Omo.

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Il cuore dell’Etiopia

Terra remota stretta tra aspre montagne, foreste incontaminate e savana impenetrabile, la Valle dell’Omo prende il suo nome dal grande fiume che la attraversa e che, da migliaia di anni, ha reso possibile l’insediamento di numerosi villaggi abitati da una trentina di popoli.

Popoli che, isolati dal resto del mondo, hanno potuto preservare la loro cultura e il loro stile di vita senza lasciarsi contaminare dal progresso della civilizzazione e che oggi testimoniano un’umanità unica e diversa rispetto a quella a cui siamo abituati.

La Valle dell’Omo non attira viaggiatori che desiderano prendere parte a safari né coloro che ricercano il riposo in lodge di lusso immersi nella natura. Chi visita la Valle dell’Omo è interessato all’antropologia, a comprendere come popoli così diversi possano convivere nello stesso territorio e come conducano la loro esistenza priva di sovrastrutture.

Un viaggio alle origini della specie, nel cuore dell’Africa più vera.

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Il presente e il futuro della Valle dell’Omo

Hamer, Mursi, Turkana, Karo, Surma, Bume, Galeba sono solo alcuni dei popoli che abitano la Valle dell’Omo e che hanno imparato a volgere a loro vantaggio le condizioni inospitali di un territorio così arido che sembra rendere impossibile la vita. Agricoltori e allevatori semi-nomadi, tutte le tribù svolgono un’esistenza semplice, a contatto con i ritmi della natura.

Ciò che le differenzia e rende possibile distinguerle sono le loro caratteristiche estetiche: c’è chi adorna i capelli con le treccine, chi indossa collane e braccialetti variopinti, chi dipinge il corpo, chi inserisce “piattelli” nei lobi e nelle labbra.

Trascorrere del tempo i popoli della Valle dell’Omo significa entrare a contatto con etnie radicate nel territorio, da cui apprendere il senso di appartenenza alla comunità. Ma attenzione a praticare un turismo consapevole, svolto nel loro pieno rispetto. Un turismo che, sempre di più, sta facendo perdere la spontaneità dei popoli, tentandoli con le regole del profitto.

A questo si aggiunge lo sfruttamento del territorio a opera dello Stato con la costruzione di un maxi-progetto idroelettrico costituito da cinque dighe che sta provocando mutamenti climatici come cambiamenti nella stagionalità delle piogge, siccità prolungante e inondazioni, rendendo sempre più difficile abitare queste terre.

Quale sarà il futuro della Valle dell’Omo? Non resta che visitarla per farsi una propria idea, prima che possa essere troppo tardi.

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