Le risaie di Bali: alcune esperienze da vivere

I verdi terrazzamenti delle risaie di Bali rappresentano l’immagine più comune dell'”isola degli dei”, tanto famosa per i suoi templi, quanto per la sua cultura legata ai bianchi chicchi. Scopri alcune curiosità ed esperienze da vivere.

Nota per il suo fascino esotico, per gli oltre 20.000 templi e per i verdi terrazzamenti, l’isola di Bali è una meta capace di conquistare il cuore di chiunque decida di abbandonarsi alle emozioni che solo la perla dell’Indonesia sa regalare.

Là, dove l’aria profuma della fragranza inconfondibile dei frangipane, le giornate sono scandite da due elementi inscindibili: la spiritualità e il riso. E la domanda sorge spontanea: come è possibile trovare una correlazione tra due fattori apparentemente tanto distanti?

La risposta è che, nella vita dei balinesi, il riso non ricopre la sola funzione alimentare, bensì è pervaso di un forte valore simbolico e religioso. Dal riso consumato a tavola, alle offerte quotidiane alle divinità per invocare fertilità, a quello posto sulla fronte come protezione per la giornata: nell’”isola degli dei” i bianchi chicchi sono la base dell’alimentazione… e della vita spirituale.

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Il ruolo del riso nella vita dei balinesi

Il suolo fertile e il clima particolarmente umido hanno reso l’Indonesia – e Bali – uno dei luoghi più adatti alla produzione del riso che cresce in abbondanza e dà lavoro a gran parte della popolazione. Si pensi che – a sottolinearne il valore – esistono addirittura tre parole distinte per indicarlo: “padi” è il riso nei campi, “beras” è il nome dato ai chicchi esposti al mercato e “nasi” è il termine da cotto.

Ma ciò che rende unico il riso balinese è il modo in cui viene coltivato: ripide terrazze alimentate da un sistema di irrigazione ideato nel IX secolo e conosciuto come subak.

Il subak – dal 2012 patrimonio dell’Unesco– costituisce un complesso sistema di irrorazione delle risaie basato su dighe e canali, ma soprattutto sulla gestione cooperativa dell’acqua. Quest’ultima proviene da una fonte di cui usufruiscono più famiglie di contadini, procede verso le risaie, attraversa i templi e poi bagna le coltivazioni. Il sistema riprende infatti il concetto secondo cui ambiente e divinità sono strettamente correlati: l’acqua, passando per i templi, si purifica e grazie alle preghiere dei fedeli il raccolto si fa rigoglioso.

Un raccolto che varia dal verde, al giallo scuro, alle sfumature di rosso a seconda della maturazione del riso creando uno spettacolo suggestivo per gli occhi.

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Vivere da vicino le risaie

Se la vita di Bali è strettamente connessa al ciclo di produzione del riso, per chi visita l’isola non può certamente mancare un tour delle risaie: passeggiare tra i colori caldi dei terrazzamenti, ammirare le timide piantine fare capolino, osservare gli agricoltori al lavoro sono esperienze che permettono di conoscere da vicino la vera anima del paese.

I terrazzamenti più famosi dell’isola sono quello di Tegalalang e di Jatiluwih, entrambi situati nel rigoglioso entroterra, a breve distanza dalla capitale culturale Ubud.

Le prime – viste dall’alto – offrono ai visitatori uno spettacolo che lascia senza fiato, ma è passeggiando al loro interno che la sensazione è di far parte di un unico elemento con la natura, circondati da terrazze che si arrampicano sulle colline. Le risaie di Jatiluwih, invece, offrono uno scenario ancora diverso: più ampie, meno ripide e con pochi turisti. Percorrendo le dolci pendenze che le costituiscono, non è raro incontrare contadini chini sulle coltivazioni da cui scoprire tutti i segreti del loro lavoro.

Comunque si decida di visitarle, le risaie di Bali rappresentano una tappa imprescindibile di un viaggio in Indonesia. Affidati alla nostra esperienza per scoprire i tesori della perla del sud-est asiatico.

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