Ruanda: l’incontro con i gorilla di montagna

Il Volcanoes National Park in Ruanda è uno dei pochi luoghi al mondo dove è ancora possibile incontrare i gorilla di montagna. Lasciati conquistare dall’intensa esperienza.

Un’esperienza di viaggio che non può mancare nella bucket list di chi ama la natura e gli animali è l’incontro ravvicinato con i gorilla di montagna nel Volcanoes National Park in Ruanda, uno dei pochi luoghi al mondo dove è ancora possibile osservare i grossi primati.

Costituito dalla parte ruandese dei Monti Virunga che comprende cinque vulcani, il Parco Nazionale rappresenta una delle zone paesaggistiche più apprezzate di tutta l’Africa: i fianchi ripidi delle alture ricoperti di bambù e foreste pluviali sono tra le ultime zone protette popolate dai gorilla di montagna, una specie in via d’estinzione.

Il parco, infatti, è stato progettato negli anni Venti per ospitare i gorilla e allontanarli dai bracconieri ed è diventato negli anni Sessanta la base della zoologa statunitense Dian Fossey che ha dedicato la sua vita all’osservazione e allo studio di questa fantastica specie, portando all’attenzione della comunità le loro precarie condizioni.

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Un trekking insolito

Nebbia fitta e caldo umido. Un silenzio assordante interrotto solamente dal canto dei volatili e dal frusciare delle foglie dà il benvenuto al Volcanoes National Park, dove ti attende un impegnativo trekking sulle tracce dei gorilla accompagnato da ranger esperti.

I gorilla si muovono in gruppo e non è scontato incontrarli e, così. serve armarsi di pazienza: a volte possono trascorrere diverse ore prima di osservarli fare capolino tra le piante, ma anche questo fa parte dell’esperienza. Un’esperienza fatta di trepidante attesa, ricerca ed emozioni impagabili, da ricordare per sempre. Sì, perché quando il ranger – facendo spazio con un machete tra gli arbusti – suggerirà di essere in prossimità del branco, il cuore sussulterà per l’impazienza.

Silenzio. Laggiù un’ombra di addentra nella foresta. È il Silverback, il gorilla dominante così chiamato per il colore argento della sua schiena. In sua compagnia ci sono altri gorilla intenti a nutrirsi di bacche e di ciò che la natura mette a disposizione.

Quando il gruppo si accorge della presenza umana, gli occhi si riempiono di curiosità ed è in quel momento che la somiglianza con le persone diventa ancora più evidente. Ecco perché, come ospiti a casa di qualcun altro, è importante rispettare il loro territorio e i loro comportamenti rendendo la propria presenza quasi impercettibile.

Osservando i gorilla da vicino, si scorge un esemplare cucciolo comparire vicino alla sua mamma che, teneramente, protegge il suo essere indifeso. Un’emozione così intensa, che gli occhi faticheranno a non riempirsi di lacrime. Questo è il potere della natura: connetterci con le sensazioni primordiali, semplici, pure, che non abbandoneranno mai i nostri ricordi.

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© Zinkiol | Wikimedia Commons

Il ricordo di Dian Fossey

Dopo essersi addentrati nel Volcanoes National Park e aver osservato da vicino i gorilla, è semplice immaginare come Dian Fossey si sia innamorata di questo angolo di mondo. Un amore che ha pagato con la stessa vita, uccisa nel 1985 insieme ai suoi gorilla da parte dei cacciatori.

Oggi Dian è sepolta insieme al suo adorato Digit nel Karisoke Research Center, dove l’attività di ricerca e la dedizione verso i primati viene portata avanti con passione dai ricercatori.

Una visita al centro diventa quindi indispensabile per comprendere il ruolo fondamentale che la Fossey e i suoi successori hanno rappresentato nella salvaguardia dei gorilla. E si può certamente sostenere che è anche grazie a loro se, ancora oggi, possiamo compiere emozionanti incontri ravvicinati con questi splendidi animali.

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