Il passaporto sanitario per facilitare i viaggi: ipotesi o realtà?

In che modo si riprenderà a viaggiare dopo l’emergenza Covid? Quali sono le regole a cui ci dovremo sottoporre? Verrà davvero introdotto un passaporto sanitario? Continua a leggere l’articolo per scoprirlo.

Riguardo all’estate 2021 abbiamo tutti grandi aspettative. Dopo un anno in cui non abbiamo potuto varcare i confini nazionali – e per lunghi periodi nemmeno quelli regionali – speriamo in dei mesi estivi spensierati, all’insegna della scoperta delle bellezze che il nostro mondo ci offre.

Ma in che modo si riprenderà a viaggiare? Quali sono le regole a cui ci dovremo sottoporre?

Negli ultimi mesi si parla della necessità di un passaporto sanitario che attesti lo stato di salute dei cittadini, l’effettuazione del tampone e, secondo alcune ipotesi, l’inoculazione del vaccino.

L’obiettivo è chiaro: consentire maggiore libertà di movimento tra gli stati, in tutta sicurezza.

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Il Travel Pass proposto da IATA

Sono molti gli operatori del settore che si sono espressi favorevoli a una soluzione condivisa, per riprendere il più presto possibile a viaggiare.

La IATA – International Air Transport Association – sta lavorando a un Travel Pass che sarà disponibile da marzo e a cui stanno già aderendo molte compagnie aeree. Si tratta un’applicazione per dispositivi mobili che convalida i risultati dei test e i vaccini, oltre a fornire ai viaggiatori tutte le informazioni essenziali per la partenza.

Questa potrà essere una valida alleata degli Stati per monitorare gli ingressi e gli spostamenti dei cittadini e consentirà ai singoli individui di muoversi sicuri del loro stato di salute.

Inoltre, il Travel Pass velocizzerà le procedure rendendole più sicure, essendo tutto digitale e automatizzato. E chi non è molto tecnologico non avrà nulla da temere: è prevista anche una versione cartacea per chi non possiede il cellulare.

Questa soluzione potrà permettere agli Stati di riaprire i confini senza l’obbligo di quarantena e incentiverà i viaggiatori a prenotare il prossimo viaggio. Uno strumento efficace a disposizione di governi e cittadini, ma che si dovrà adattare alle regole specifiche decise da ogni nazione.

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Il “no” dell’Europa all’obbligo vaccinale per viaggiare

Dopo il “no” del Consiglio d’Europa all’obbligo del vaccino per viaggiare, si pensa a una soluzione più moderata.

L’assemblea, infatti, ha sottolineato che gli Stati non devono rendere la vaccinazione contro il Covid obbligatoria e, almeno per il momento, non devono utilizzare i certificati di vaccinazione come passaporti. Questo perché è importante garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato.

Il dibattito è ancora aperto, ma una cosa è certa: bisogna ricominciare a viaggiare il prima possibile con la tranquillità di farlo in sicurezza, sia una volta a destinazione, sia tornando a casa.

La paura uccide i viaggi, bisogna trovare un modo di combatterla.

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